mercoledì 29 maggio 2019

Spioni, informatori e capri espiatori

L'informatore Rodney Stich rivela le attività criminali e la radicata corruzione presenti nei meandri del governo americano, dell'alta finanza e della comunità dei servizi segreti.

Nel suo monumentale libro dal titolo Defrauding America (Defraudando l'America), l'ex investigatore della US Federal Aviation Administration (FAA) Rodney Stich scrive: "Dopo che Clinton fu eletto Presidente degli Stati Uniti la sua amministrazione e il Dipartimento di Giustizia hanno bloccato tutte le indagini e i procedimenti penali relativi ai casi Inslaw, Sorpresa di Ottobre, BNL, BCCI, Iraqgate nonché a quello del narcotraffico e riciclaggio di denaro sporco da parte della CIA.
Clinton aveva molto da nascondere quando lasciò l'Arkansas per assumere la presidenza degli Stati Uniti - continua Stich - e il suo abuso degli apparati governativi e del potere per soddisfare i suoi appetiti sessuali, l'assunzione di droghe e la copertura delle spedizioni illegali di armi dall'Arkansas nonché il relativo traffico di droga gestiti dalla CIA erano crimini effettivi. Le morti misteriose, gli omicidi e i pestaggi di persone in possesso di informazioni che avrebbero smascherato tali pratiche illecite rappresentavano per Clinton un ulteriore problema; egli sicuramente ha avuto bisogno di una spessa corazza di protettivi funzionari di governo e, per sua fortuna, i media americani non hanno messo in luce questi grossi crimini". 
Questo deve essere ciò che intendono con la frase "Non chiedere, non riferisco". (In altre parole: tu non chiedi, io non parlo, ndt) Defrauding America, che è una classica analisi di Stich della storia del 20mo secolo, contiene prove schiaccianti del terrorismo di stato sostenuto dal governo statunitense; infatti le testimonianze di oltre tre dozzine di informatori federali, testimonianze che si confermano a vicenda, hanno fornito le informazioni senza precedenti contenute in questo stupefacente libro.

"CIA" SIGNIFICA FORSE "COCAINA IN AMERICA"?In un capitolo intitolato "Evidence on Top of Evidence" Stich descrive la testimonianza dell'Agente Speciale veterano dell'FBI Richard M. Taus, il quale richiama alla memoria prove scoperte e denunciate relative al narcotraffico gestito dalla CIA tramite un gruppo denominato "K-Team".
Secondo Stich: "Il "K-Team" aveva una funzione di facciata nel patriotticamente altisonante National Freedom Institute (Istituto per la Libertà Nazionale) e chiamava le proprie operazioni 'the Enterprise' (l'Impresa). Taus disse che fu questa 'the Enterprise' ad emergere ripetutamente nel corso delle udienze congressuali relative al caso Iran-Contra... Il gruppo di Taus scoprì che il "K-Team" era un'operazione della CIA e che esso era implicato nel narcotraffico, nel saccheggio di risparmi e prestiti ed in attività collegate a quelli che in seguito sarebbero divenuti noti col nome di Irangate ed Iraqgate".
Un altro degli informatori di Stich, tale Gene "Chip" Tatum, confermò tali accuse. Costui era il pilota di elicottero che in effetti trasportò avanti e indietro dall'America Centrale Oliver North, Felix Rodriguez (conosciuto anche come Max Gomez) e William Barr (prima avvocato della Southern Air Transport della CIA e quindi Procuratore Generale nell'amministrazione Bush).
Tatum, secondo Stich, descrisse un incontro tenuto "al fine di determinare su quale dei tre itinerari da Panama verso Colorado, Ohio o Arkansas erano scomparsi oltre 100 milioni di dollari di proventi del narcotraffico; questo furto stava prosciugando finanziariamente l'operazione nota col nome di 'the Enterprise'... la prima chiamata la fece Fernandez a Oliver North, informandolo che 'la perdita del denaro si era verificata sull'itinerario da Panama verso l'Arkansas, il che significava che il responsabile poteva essere Seal, Clinton oppure Noriega'."
I ladri non hanno alcun senso dell'onore, dal momento che il pilota della CIA Barry Seal, il Governatore dell'Arkansas Bill Clinton e il Generale Panamense Manuel Noriega erano tutti sospettati di fare la cresta ai proventi del traffico di cocaina di George Bush; ed ecco il modo in cui, secondo Gene "Chip" Tatum, la Mafia Dixie e la Cricca Yankee lavorano di concerto.
Stich riporta che "Quindici minuti più tardi il telefono portatile squillò e il Vicepresidente George Bush parlò telefonicamente con William Barr. Ad un certo punto Barr, riferendosi ai fondi dispersi, disse 'La mia idea è che nessuna fonte singola sarebbe abbastanza ardita da trasferire una somma così ingente ma che è più plausibile che ciascuna delle fonti ne stia trasferendo una parte, provocando una perdita massiccia'...
"Tatum disse che poi Barr compose un altro numero, contattando immediatamente l'allora Governatore Bill Clinton. Barr spiegò a Clinton il problema del denaro mancante... che oltre 100 milioni di dollari dei fondi di 'Enterprise' erano scomparsi presso il terminale in Arkansas dell'itinerario Panama-Arkansas e che egli ed Oliver North avrebbero continuato ad indagare sul terminale Panamense del collegamento, avvertendo che la questione doveva essere risolta altrimenti avrebbe potuto comportare 'seri problemi'."
I problemi evidentemente furono risolti. Bill Clinton - che, secondo Terry Reed e John Cummings, autori di Compromised , è uno dei pochi uomini della CIA "avviati alla carriera" cui era stato promesso l'inserimento nella lista dei candidati per quel lavoro - è diventato Presidente.
In un'altra occasione, Tatum trasportò il gruppo a Santa Ana, in Honduras, per incontrarsi con Enrique Bermudez ed altri capi dei Contras e visitare un laboratorio di raffinazione di cocaina.
Stich scrive: "Tatum descrisse il penetrante odore di carburante per jet e di acetone, ed i grandi serbatoi esterni le cui sommità erano svuotate e in cui vi erano foglie e carburante.
"Tatum ripeté ciò che disse Oliver North: 'Ancora un anno di questa attività e andremo tutti in pensione'... [Oppure, se non la pensione, che ne direste di un programma radiofonico condotto da Ollie North? O magari una candidatura a senatore, o perfino Presidente - con una piattaforma politica improntata sull'ordine pubblico e la guerra alla droga? La tracotanza di questi criminali ha dell'incredibile.] North aggiunse: 'Cioè, se riusciamo a tenere in riga quei bifolchi dell'Arkansas' - riferendosi a Barry Seal e al Governatore Clinton...
"Ascoltando queste conversazioni, Tatum ricordò i commenti degli ufficiali dell'esercito... quando si lamentò del fatto che trasportavano droga: "Non dirlo a nessuno. Nella tua catena di comando non c'è nessuno di abbastanza importante".
Sul serio. Sentendo Oliver North discutere del coinvolgimento di George Bush e Bill Clinton nel contrabbando di stupefacenti, Tatum saggiamente seguì il consiglio.

STICH CONTRO IL SISTEMAL'ex investigatore del Governo USA Rodney Stich é uno dei non celebrati eroi dei nostri giorni. La sua ostinata dedizione allo smascheramento dei crimini e delle coperture del governo ha causato la sua persecuzione, incarcerazione e rovina finanziaria; la sua vicenda vi ricorderà quella della persecuzione dei dissidenti nell'ex Unione Sovietica. Cacciato e quasi distrutto dagli agenti governativi nello Stato di Sicurezza Nazionale che è l'America oggi, Stich ha comunque perseverato.
Il suo libro di 753 pagine, Defrauding America, (nella sua terza edizione rivista ed ampliata) è chiaramente un lavoro fatto per il piacere di farlo nonché la storia definitiva dei crimini, della corruzione e degli insabbiamenti perpetrati dal Governo Federale statunitense nel corso del 20mo secolo. Questo libro non è solo importante: risulta indispensabile a chiunque voglia conoscere le manovre dietro le quinte di grandi governi, alta finanza e crimine organizzato - in molti casi si tratta di arti diversi della stessa bestia. Le generazioni future considereranno questo libro una storica pietra miliare dell'importanza di Declino e Caduta dell'Impero Romano di Edward Gibbon. Perché? Perché Defrauding America contiene fondate prove di una corruzione legale e giudiziaria talmente orrenda e mostruosa da andare aldilà di ogni immaginazione.
E come è accaduto? Rodney Stich lavorava come investigatore della Federal Aviation Agency. Dopo molti anni di continui rapporti su usi impropri e negligenze relativi alla manutenzione degli aerei, egli divenne un informatore; tuttavia a causa dei forti poteri che aveva sfidato, venne provocato, accusato ingiustamente ed imprigionato.
Nel corso della sua "terapia diesel" - veniva costantemente trasferito da una prigione all'altra in modo da non avere il tempo sufficiente per ricorrere in appello - egli incontrò ed intervistò altri informatori provenienti da svariate agenzie governative; accumulò così sempre più materiale, fino ad essere in grado di scrivere e pubblicare Defrauding America.
In una recente intervista Stich dice: "La mia iniziale incarcerazione fu causata dal cosiddetto oltraggio alla corte. Come forse saprete avevo scoperto una cattiva condotta del governo estremamente seria in rapporto a una serie di disastri aerei, e questo iniziò a farmi diventare una sorta di attivista nel campo della corruzione a livello governativo.
"Mentre mi stavo dedicando energicamente a ciò ed acquisendo, nel corso degli anni, ulteriori informazioni da altri agenti governativi, cominciai a scoprire altre forme di corruzione di governo.
In tutto ciò vi era coinvolto l'insabbiamento da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nel quale mi ero imbattuto nel corso degli ultimi 30 anni. Sicché se il Dipartimento di Giustizia stesso ostacola la giustizia, rimane ben poco da fare; tuttavia io ho scoperto un particolare statuto - potrei essere l'unico ad averlo mai usato - il cui testo è assai chiaro. 
"Si tratta dell'Atto 18, Sezione 4; esso afferma che 'Chiunque venga a conoscenza di un reato federale e non lo riferisca prontamente a un giudice federale o ad altri funzionari federali risulta colpevole del reato di subornazione di reato'.
Allora pensai che questo fosse un eccellente sistema per aggirare l'ostruzionismo del Dipartimento di Giustizia USA.
Intentai causa richiedendo che il giudice acquisisse le mie prove e quelle di qualcuno degli altri agenti che avevo conosciuto; la legge prescrive loro di farlo, invece essi si rifiutarono."
Cosa successe poi? "A volte chiusero il caso senza udienza - disse Stich - e non mi permisero mai nemmeno di arrivare a quel punto; poi presentarono anche un'ordinanza che mi impediva per sempre l'accesso alle corti federali, e ciò si ripeté svariate volte; questo ovviamente è illegale e incostituzionale , oltre a ostacolare la giustizia.
Man mano che la mia conoscenza delle attività illegali del governo aumentava - allorquando iniziai ad ottenere prove schiaccianti del narcotraffico della CIA - intentai ancora altre cause anche se i giudici federali mi impedivano l'accesso alle corti federali, cosa che legalmente non possono fare ma che fanno ugualmente; quindi mi accusarono di oltraggio alla corte solo per aver cercato di riferire le attività criminali che dovevo riferire".
Poiché in passato era stato tradito dagli avvocati molte volte Stich, avendo imparato i particolari della navigazione nelle acque corrotte del sistema giudiziario americano, si rappresentava legalmente da sé; c'erano molte secche in quel mare ed il suo naufragio fu la sua finale incarcerazione.
"Come gli avvocati mi avrebbero detto per anni - dice Stich ridendo - 'se ti rappresentassi questo significherebbe la fine della mia carriera', poiché il governo è molto potente e può influenzare la carriera di un avvocato con molta facilità.
"La prima carcerazione fu di sei mesi in una prigione federale con l'accusa di oltraggio alla corte" continua Stich. "In altre parole io sono qui a cercare di riferire di un reato nel cui insabbiamento il Dipartimento di Giustizia e i giudici federali erano effettivamente implicati; fra parentesi, per fare questo i giudici federali avevano dovuto avere la cooperazione del Dipartimento di Giustizia, perché proprio quest'ultimo avrebbe poi accolto le accuse ed avviato la procedura penale."
E' davvero possibile che costoro abbiano lavorato in combutta per coprire lo smascheramento di queste attività criminose?
"Sì - dice Stich - e risulta interessante notare che nelle fasi preliminari, in uno dei miei primi libri - la seconda edizione di Unfriendly Skies - citavo i giudici federali ed il personale del Dipartimento di Giustizia i quali stavano ostacolando i rapporti che io avevo sulle attività criminose correlate ad una serie di disastri aerei. Naturalmente, quando in seguito mi sarei presentato alla corte federale con altri reati, questi stessi gruppi mi avrebbero accusato di oltraggio alla corte per aver cercato di denunciare le attività criminali nelle quali erano implicati". "E Giustizia per tutti" - come recita il Giuramento di Fedeltà Americano - risulta essere nient'altro che uno scherzo macabro.

PROVE DEL COINVOLGIMENTO DELLA CIA E DELLA DEA NEL NARCOTRAFFICONell'introduzione di Defrauding America Stich scrive: "Questo libro rivela attività criminali e sovversive nelle quali sono implicati funzionari di alto livello delle tre branche del governo federale, nonché il motivo per cui la maggior parte della popolazione è pericolosamente disinformata in merito agli atti criminosi perpetrati contro gli Stati Uniti e il loro popolo proprio da coloro a cui è stato affidato il compito di prevenire tali avvenimenti".
Stich continua: "La maggior parte degli americani, ai quali un congresso doppiogiochista e gran parte dei media hanno occultato la verità, stenteranno a credere a molte di tali attività criminali, quali per esempio la diffusione della droga in USA gestita dalla CIA. Per quelli di noi che hanno assistito a tali eventi in qualità di elementi interni, compresi coloro che vi hanno effettivamente preso parte, domandare se la CIA si occupi o meno di narcotraffico sarebbe come chiedere ai piloti 'Gli aerei volano per davvero?' Ebbene sì, gli aerei in effetti volano e la CIA ha contrabbandato droga negli Stati Uniti nel corso degli ultimi 50 anni."
Uno dei capitoli più esplosivi del libro è quello intitolato "Il Narcotraffico della CIA e della DEA", che comprende resoconti di prima mano forniti da ex agenti della CIA e della DEA (Ente americano preposto a combattere il traffico di droga) i quali hanno partecipato ad azioni di questo genere.
Stich scrive: "Il mio telefono è stato usato centinaia di ore per riunioni telefoniche a tre vie fra personale della CIA e della DEA, le relative consorti, un agente del Mossad e perfino Ross Perot. Spesso le conversazioni erano di natura simile a piloti che si descrivano l'un l'altro gli avvenimenti a cui avevano preso parte, ciascuno sapendo che l'altro riconoscerebbe qualsiasi menzogna. La mia posizione era come quella di una talpa segreta all'interno delle attività coperte della CIA, in aggiunta alle scoperte che avevo fatto quando ero un agente federale e quando fui ingannato durante una delle molte imprese criminali".
Le testimonianze incrociate degli agenti della CIA Gunther Russbacher e Trenton Parker, ad esempio, indicano che i cartelli Colombiani della droga erano in effetti organizzati dalla CIA.
"Parker descrisse come la CIA organizzò gli incontri nel corso dei quali svariati trafficanti di droga Colombiani si fusero in un unico cartello di narcotraffico..." scrive Stich. "Egli sostenne che il primo incontro avvenne alla presenza di 20 fra i massimi trafficanti di cocaina della Colombia mentre il secondo ed ultimo, a cui parteciparono circa 200 trafficanti, fu tenuto presso l' Hotel International di Medellín... Il Cartello di Medellín fu istituito nel dicembre del 1981 e ciascun membro pagò una quota d'iscrizione di 35.000 dollari per finanziare la formazione di una squadra speciale il cui scopo era quello di proteggere i membri del cartello e i loro traffici."
Inoltre Stich scrive che l'agente della CIA Gunther Russbacher "confermò gli incontri di cui aveva parlato Parker ed aggiunse che nel settembre del 1981 c'era stato un incontro preliminare a Buenaventura, in Colombia, nel corso del quale furono decise le modalità degli appuntamenti a venire. Russbacher partecipò all'incontro del settembre del 1981 che fu convocato dalla CIA al fine di facilitare il narcotraffico verso gli USA e per permettere alla CIA di trattare con un gruppo unico piuttosto che con molti narcotrafficanti indipendenti".
Tutto ciò cosa significa? La cosiddetta, fasulla "guerra alla droga" è semplicemente un'operazione tesa ad eliminare qualsiasi concorrenza al narcotraffico sancito-dallo-stato.
"L'americano medio - scrive Stich - grazie alla disinformazione e alla copertura orchestrata dai media del sistema viene tenuto all'oscuro della gravità delle attività criminali della CIA. La propensione mentale alla corruzione esiste da anni: lo scatenare guerre come quella del Vietnam e gli omicidi in Vietnam e America Centrale sono semplice routine...
Sebbene secondo la legge alla CIA non sia permesso agire all'interno dei confini degli USA, nondimeno ciò è avvenuto; tale agenzia ha intrapreso e continua tuttora ad intraprendere svariate forme di attività criminali a danno del popolo americano. Tramite vari prestanome, speculazioni e proprietà la CIA ha defraudato tutti i tipi di istituzioni finanziarie americane compresi prestiti e risparmi, banche e compagnie assicurative; la CIA è uno dei principali responsabili del saccheggio dei beni del Capitolo 11, trasformando l'esercizio delle protezioni statutarie del Capitolo 11 in una trappola per gli incauti americani."
Secondo le fonti di Stich che sono ex informatori della DEA, proprio quell'agenzia federale statunitense costituita allo scopo di arginare l'afflusso di droga negli USA è diventata talmente corrotta da essere divenuta ipso facto essa stessa un cartello del narcotraffico. Esistono gravi azioni criminali sulle quali il Dipartimento di Giustizia non ha mai indagato né preso in considerazione.
Nel suo libro Stich scrive: "Il 4 aprile del 1993 ho ricevuto la prima di una serie di telefonate da parte di Basil Abbott, ex pilota della DEA, il quale sin dal 1973 ha trasportato droga per conto della DEA dall'America Centrale e da quella del Sud con un velivolo della DEA stessa. Abbott si trovava in una prigione federale con l'accusa di violazione di buona condotta nel corso di un viaggio da Austin, in Texas, verso il Missouri; tale violazione consisteva nel non essere riuscito a convincere gli agenti della DEA che egli non stava facendo alcunché per violare la propria buona condotta. Il reale motivo del suo arresto era che Abbott aveva cercato di stimolare l'attenzione dei media e delle reti televisive verso le sue accuse relative al fatto che la DEA si occupa abitualmente del narcotraffico verso gli USA... Abbott fece i nomi di altri piloti della DEA i quali, su ordine della DEA stessa, pilotavano dall'America Centrale verso gli Stati Uniti aerei carichi di droga; fra questi vi erano Floyd Carlton, Cesar Rodriguez, Daniel Miranda, George Phillips ed altri..."
La frequenza dei voli di questo genere fu rivelata da Abbott quando descrisse il gran numero di velivoli in arrivo e in partenza: "Su qualche pista d'atterraggio in Belize ed in Nicaragua, era come trovarsi alla Stazione Centrale."
Stich continua: "Questi voli erano redditizi per tutti coloro che vi erano in qualche modo coinvolti, compresi i piloti."
Oltre al loro salario governativo i piloti della DEA ricevevano denaro o vantaggi supplementari. "Abbott per una settimana di voli verso i territori degli Indiani Miskito ricevette 60.000 dollari e 50 libbre di 'erba'..."
"Abbott mi raccontò di un volo a Panama assieme all'agente della DEA George Phillips [Phillips era un agente della CIA distaccato presso la DEA]. Mentre erano fermi in Belize per il rifornimento di carburante, Phillips aprì una valigia di alluminio che conteneva nastri e dischetti col marchio 'Inslaw' e disse ad Abbott che i nastri erano registri contabili di una compagnia fantasma utilizzata da un gruppo di spacciatori. Questo software, denominato 'PROMIS', venne originariamente sottratto alla compagnia Inslaw da funzionari del Dipartimento di Giustizia, i quali poi a loro volta vendettero questo programma per computer a governi stranieri e cartelli di trafficanti...
Abbott descrisse i suoi frequenti contatti con Sante Bario, Capo dell'Ufficio per l'America Centrale della DEA, e come la DEA mise a tacere Bario per tenere l'opinione pubblica all'oscuro delle operazioni di contrabbando di droga gestite dalla CIA e dalla DEA... la DEA e gli avvocati del Dipartimento di Giustizia accusarono Bario di reati federali connessi alla droga, causando così il suo imprigionamento... Quando fu portato al cospetto del Giudice Distrettuale USA Shannon, a San Antonio, Bario cercò di descrivere i suoi incarichi alle dipendenze della DEA ed il narcotraffico della CIA e della DEA, ma gli avvocati del Dipartimento di Giustizia ed il giudice interruppero la seduta. Al suo ritorno in cella, un agente di custodia diede a Bario un panino al burro di arachidi intriso di stricnina che provocò immediate dolorose convulsioni e in seguito la morte di Bario. Il referto autoptico ufficiale insabbiò questo omicidio, asserendo che Bario era morto di asfissia".

CRIMINALI ALTOLOCATI MAI INCRIMINATIStich nel suo libro fa i nomi di parecchi personaggi di primo piano: funzionari pubblici e politici di fama che si sono macchiati di gravi reati criminali. Fra questi naturalmente si possono annoverare uomini politici di indubbia notorietà come il finora intoccato Bill Clinton, George Bush, William Barr e Oliver North.
Ci si potrebbe domandare se Stich sia mai stato querelato o minacciato da qualcuno per diffamazione o per qualsiasi cosa non veritiera contenuta nel suo libro.
"No - ha detto Stich - non mi è mai successo; comunque pochi mesi fa è capitato un evento curioso. C'era un tale Michael Hurley, agente della DEA di stanza a Mena, in Arkansas".
Mena, per la cronaca, era la località in cui si trovava un piccolo aeroporto rurale che, nei tardi anni '80, rappresentava l'area di allestimento per le spedizioni di droga negli Stati Uniti.
"In origine il suo nome saltò fuori in relazione all'affare Inslaw - continuava Stich. "Michael Riconosciuto venne coinvolto nella modifica del software che il Dipartimento di Giustizia aveva sottratto alla società Inslaw e così, quando il Congresso richiese che Riconosciuto testimoniasse in merito a tali eventi, egli venne convocato da un funzionario del Dipartimento di Giustizia che gli disse: 'Se testimoni te la faremo vedere.' Lui va, testimonia e una settimana più tardi Michael Hurley, che era un agente della DEA di stanza a Nicosia, venne trasferito a Washington e coinvolto nella raccolta di ciò che io ritengo siano false accuse per reati connessi alla droga contro Riconosciuto."
Allora fu Hurley colui che inizialmente agì contro Riconosciuto?
"Hurley era primo agente della DEA a Mena e quindi era ben cosciente del contrabbando sin dai primi anni '80".
Questo è l'incrocio in cui si intersecano diversi crimini e coperture - ciò che il giornalista Danny Casolaro aveva definito "the Octopus" (la Piovra), cioè una trama globale di lerci maneggioni coinvolti in affari in tutto il mondo. Secondo Casolaro, Octopus era una rete internazionale a maglie larghe costituita da ex funzionari della CIA, militari, personaggi del crimine organizzato ed altri "Beltway bandits" (ex funzionari governativi) che lavoravano di concerto intorno a vari progetti, fra cui la produzione di armi, il riciclaggio di denaro, frodi sulle forniture e bustarelle.
"Nel frattempo - aggiunge Stich - Lester Coleman, autore di The Trail of the Octopus, lavorava a Beirut e Nicosia in qualità di agente della Defense Intelligence Agency [DEA]; fu incaricato di spiare la DEA mentre operava con la copertura del Christian Broadcast Network".
Perché la DIA non si fidava della DEA?
"Sono convinto che la DIA sospettasse che la DEA fosse pesantemente coinvolta nel narcotraffico - dice Stich - ed essi volevano soltanto sapere cosa stava succedendo. Coleman operava a Nicosia e la DIA utilizzava il Christian Broadcast Network [di Pat Robertson] come copertura. Durante il suo incarico a Nicosia, Coleman scopre che Michael Hurley e la DEA sono coinvolti in un canale della droga che coinvolge la CIA, la DEA, i trafficanti di droga siriani e libanesi e che costoro per il contrabbando della merce utilizzavano aerei della Pan Am. Fu questo canale della droga - cioè il modo in cui era gestito - che permise ai terroristi di piazzare la bomba a bordo del Pan Am 103. Questo è il punto in cui entra in gioco Michael Hurley: Coleman sostiene che la DEA e Hurley conoscevano ed erano coinvolti in questo canale della droga.
Stich aggiunge: "Quattro mesi fa Michael Hurley mi ha inviato un fax dicendo che mi aveva sentito fare riferimento a lui su Internet e che mi avrebbe querelato se ciò fosse stato menzognero. Allora io gli ho risposto dicendo che francamente non lo avevo affatto menzionato su Internet. Ad ogni modo - gli dissi - visto che siamo in contatto, vorrei che lei mi confermasse di essere stato l'agente della DEA in Arkansas nei primi anni '80: lui non mi ha mai risposto. Tuttavia ho parlato con Lester Coleman il quale mi ha confermato che era proprio così."
Un altro criminale mai incriminato?
"Per quanto riguarda i criminali non incriminati - nota Stich - ci sarebbe una buona parte del Dipartimento di Giustizia statunitense. Ma chi si occuperà di perseguirli?"

CORRUZIONE ISTITUZIONALEAllora qual è la percezione di Stich in merito a questa corruzione istituzionale che ha continuato ad essere presente in svariate amministrazioni nel corso degli ultimi 30 anni?
Stich risponde: "Per quanto riguarda la corruzione del Dipartimento di Giustizia, nel corso della mia attività come investigatore federale sono stato in grado di documentarla per gli ultimi 30 anni. Infatti quando negli anni '60 ero un detective federale per conto della FAA ho perfino accusato per iscritto J. Edgar Hoover di coperture criminali e di ostruzione alla giustizia; sapete com'è, un dipendente federale in questo genere di cose non può passarla liscia. Inoltre esistono alcune peculiari direttive federali che rendono la cosa [cioè accusare un funzionario pubblico] un reato assai grave, senza avere prove. Ora dispongo di prove in abbondanza. Era circa il 1965 e per qualche tempo avevo avuto contatti con lui, sottoponendo alla sua attenzione le attività criminali che avevo scoperto all'interno della FAA ed anche mentre operavo in qualità di accusatore indipendente.
"Fui in grado di documentare altre attività criminali, non solo nella serie di disastri aerei collegati alla FAA, ed ero davvero furibondo per come andavano le cose e per i continui incidenti; ogni sei mesi si verificava un disastro mortale.
Così ciò che feci fu di imporre alla FAA un'udienza di quattro mesi, nel corso della quale mi comportavo come un accusatore indipendente. In questo periodo ho condotto l'udienza e ho fornito testimonianze e prove inconfutabili trascritte in un documento di 4.000 pagine; in tale processo sono riuscito a far sì che la direzione della FAA fosse accusata di tutti i casi di frode, falsa testimonianza e spergiuro subornato che ero riuscito a documentare.
"La gente non si rende conto del significato di tutto questo, come descrivo in Unfriendly Skies. Nella FAA tutto ciò non è mai accaduto, e probabilmente non accadrà mai più, cioè che un investigatore chiave della FAA impone proprio alla FAA un'udienza la quale nel suo corso si trasforma in un processo a carico. Mi sto procurando dei testimoni disposti a parlare, sto per presentare ulteriore documentazione e stanno accadendo altri eventi davvero insoliti; come se non bastasse durante l'udienza si verificano altri due disastri aerei, in uno dei quali rimangono uccise oltre cento persone.
Tali disastri erano dovuti a problemi che stavo mettendo a fuoco e accaddero nella mia area di responsabilità; erano dovuti agli stessi problemi che stavo portando alla luce e dei quali la direzione della FAA stava in modo fraudolento negando l'esistenza: ciò contribuisce a farne davvero una dannata storia".
Quali sono le ragioni della corruzione? Forse funzionari di linee aeree corrompevano alti funzionari della FAA? Qual è la ragione di questi ripetuti crimini, insabbiamenti e violazioni della sicurezza aerea?
"Ci sono molte ragioni" spiega Stich. "Una di queste è la sindrome da porta girevole tipica di molte agenzie di governo. I dipendenti del governo, in genere quelli con incarichi direttivi, favoriscono le industrie facendo tutto ciò che è in loro potere per avere in cambio la loro riconoscenza, cosicché una volta lasciati gli incarichi governativi possono ottenere posti di lavoro assai remunerativi nelle suddette industrie.
"Poi, naturalmente, ci sono le pressioni sulla FAA da parte di quei membri del Congresso che usufruiscono di lauti contributi da parte delle industrie e, quando suddette pressioni vengono esercitate agli apici della FAA, si scaricano lungo tutta la scala gerarchica. Esistono diversi modi per ricompensare tutti questi appartenenti alla FAA che cooperano, e così il collega che cerca di fare il proprio lavoro ed insiste nel farlo è passibile di rappresaglie; tuttavia per tutti quelli che stanno al gioco ci sono vari tipi di ricompense.
"Ci sono quindi gli incompetenti della FAA e di questi se ne trovano alcuni a livello direttivo, i quali non vogliono attriti con le industrie anche perché innanzitutto non possiedono la competenza per sfidarle. Il ruolo di un ispettore è quello di scoprire pratiche illegali o insicure mentre il personale dirigenziale non ne vuole sapere; i rapporti vengono redatti e poi distrutti. Se un ispettore insiste, esistono svariate modalità di rappresaglia contro di lui - se non recepisce il messaggio.
"La FAA nacque nel 1958 dalla Civil Aeronautic Association dopo che un aereo della United Airlines speronò un aereo di linea della TWA sopra il Grand Canyon. La cosa fece un tale scalpore che il Congresso promulgò il Federal Aviation Act del 1958, ed io poco dopo mi aggregai alla FAA. La funzione della FAA è quella di promuovere la sicurezza, di emettere regole e regolamenti e disporre di ispettori che verifichino che tali regole vengano rispettate; nel sistema, però, ci sono molti problemi".
Sul serio! Il problema principale sembra essere quello di capire chi controlla i controllori. Come possono le agenzie governative restare responsabili nei confronti dei cittadini piuttosto che dei cosiddetti gruppi di interesse specifico e gruppi industriali?
Negli Stati Uniti un altro ovvio parallelo è la relazione che c'è fra la Food and Drug Administration (FDA), che si suppone debba essere un guardiano pubblico della salute collettiva, e l'industria farmaceutica, la quale è coinvolta nello stesso tipo di corruzione, bustarelle e politiche del tipo 'porta girevole' comuni a dipendenti governativi e dirigenti industriali.
La Securities Exchange Commission (SEC) e la cosiddetta industria della sicurezza rappresentano un altro caso azzeccato.
Allora cosa si può fare per spezzare le catene della corruzione?
Stich commenta: "Come prima cosa potremmo dare una ripulita al Dipartimento di Giustizia e poi fornire un qualche tipo di soluzione praticabile secondo la quale gli ispettori o gli agenti del governo possano essere protetti nel caso di rappresaglia contro di essi".
Non è forse questo lo scopo del Whistleblower Act?
"Per coloro che riferiscono di corruzione di governo ad alti livelli non funziona," spiega Stich. "Va bene se uno fa riferimento a una cattiva condotta di un'industria e tale industria non è protetta da dirigenti governativi di alto livello.
Lasciate che parli brevemente del fatto che mentre nel corso degli anni ho ottenuto sempre più attenzione pubblica, in concomitanza è cresciuto il numero degli agenti governativi che si sono rivolti a me per tutto il tempo; posso pensare ad una dozzina di queste persone che hanno cercato di rendere nota una grave corruzione presso ambienti di governo di alto livello e che hanno subito una rappresaglia."

L'OSCURA NOTTE DELL'ANIMADefrauding America è una lettura essenziale per chiunque abbia a cuore la libertà; essa è allo stesso tempo esilarante e sconfortante, poiché contiene prove schiaccianti del terrorismo di stato portato avanti dal governo statunitense contro i suoi stessi cittadini.
Quando Rodney Stich si ritrovò in prigione a causa delle sue attività di divulgatore, il suo incubo personale era in pieno svolgimento.
Egli scrive: "Mi sono detto molte volte: 'Mio Dio, come è possibile che tutto questo stia capitando a me? Non può essere! Non riuscivo a credere che ciò che era iniziato come la scoperta di violazioni criminali e alla sicurezza aerea con conseguenze mortali presso la United Airlines avrebbe potuto comportare conseguenze così devastanti per la mia persona...
"Come mai mi trovavo in prigione per aver rifiutato di commettere il reato di occultamento delle prove? Dove erano i media, i cosiddetti difensori dalla tirannia del governo?...
Tutto ciò era incomprensibile. Avevo un'ottima posizione finanziaria, una buona condotta di vita, un'ottima reputazione in tutta la nazione come attivista della sicurezza aerea e improvvisamente mi sono ritrovato in prigione, spogliato di tutti i beni per acquisire i quali avevo lavorato nel corso degli ultimi 20 anni, e tutto perché mi sentivo una persona con senso di responsabilità...
"A volte avrei voluto solo morire; la tensione di tutta la faccenda mi stava distruggendo. Una volta buttato in prigione, le cose apparivano fosche. Tutto si andava accumulando: i sei anni di persecuzione giudiziaria, la perdita della mia casa, del mio lavoro, dei miei beni, l'umiliazione, la devastazione della personalità, la perdita della privacy ed il senso di inutilità e disperazione. Non è facile sopportare tutto ciò e più di una volta fui tentato di porvi fine. Ho partecipato alla II Guerra Mondiale come pilota della Marina nel Pacifico, ho volato per quasi 50 anni sperimentando tutti i tipi di emergenze aeree, sono stato catturato nel corso della rivoluzione Iraniana; tutte queste situazioni di tensione messe assieme non uguagliavano la paura che stavo provando in quel momento...
"Osservavo i sacchetti di plastica utilizzati per la lavanderia ed altro e pensavo a quanto le cose avrebbero improvvisamente potuto divenire serene se me ne fosse finito uno in testa e la disgrazia fosse terminata. Il motivo principale che mi ha impedito di arrivare a tanto è stato la speranza che avrei potuto denunciare la corruzione di governo e in qualche modo spingere il popolo americano ad esercitare le proprie prerogative previste dalla costituzione; che sognatore devo essere stato."
Rodney Stich non è semplicemente un sognatore, bensì un individuo coraggioso che ha posto il suo senso della giustizia davanti a qualsiasi altra cosa.

Gli altri segreti di Echelon e i misteri del patto UK - USA



Del dossier "Echelon" se ne è parlato diffusamente, anche se spesso confusamente, da quando il Mondo del 20 e 27/3/98 pubblicò stralci del rapporto dello Scientific and Technological Options Assessment (STOA), Direzione generale ricerca del Parlamento Europeo. Lo STOA fa capo al Direttorato Generale della Ricerca che risiede a Strasburgo. Nel documento in questione venivano affermate cose molto gravi e cioè che tutti i fax, i messaggi di posta elettronica, anche quelli criptati, le nostre azioni quotidiane più banali come l’uso del telefono, di internet, il passaggio ai caselli autostradali, la spesa, ecc., sono, in buona parte, intercettati e inseriti in una sofisticatissima e potente banca dati computerizzata. Il tutto sarebbe possibile grazie ad una speciale capillare rete di satelliti spia e a delle basi a terra di intercettazione.

Le comunicazioni intercettate indiscriminatamente, qualsiasi mezzo o linea di trasmissione utilizzino, sono quantitativamente non immaginabili. Il tutto è aggravato dal fatto che, diversamente da quanto avviene con altri sistemi sofisticati di spionaggio elettronico, il sistema "Echelon" è operativo, quasi esclusivamente, nei confronti di obiettivi non militari. Tutto quanto viene intercettato è dirottato al centro strategico di Menwith Hill, nel North York Moors, Regno Unito che, in un secondo tempo, invia tutto ciò che reputa di interesse a Fort Meade nel Maryland, al National Security Agency (NSA), il servizio segreto USA di spionaggio elettronico.

Dal documento "Una valutazione delle tecnologie di controllo politico", tradotto da T.H.E. Walrus e consultabile al sito web http://www.tmcrew.org/privacy/STOA.htm, apprendiamo che "Il sistema fu scoperto la prima volta alla fine degli anni ’70 da un gruppo di ricercatori in UK (Campbell, 1981). Un recente lavoro di Nicky Hager, ("Decret Power", Hager, 1996) fornisce i dettagli attualmente più comprensivi su un progetto conosciuto come ECHELON. Hager ha intervistato più di 50 persone coinvolte nei servizi segreti, mettendo alla luce l’esistenza di apparecchiature di ascolto e sorveglianza diffuse attraverso tutto il globo per formare un sistema puntato su tutti i satelliti chiave Intelsat utilizzati come infrastruttura di trasmissione satellitare per comunicazioni telefoniche, Internet, posta elettronica, fax e telex. I siti di questo sistema sono di stanza a Sugar Grove e Yakima negli USA, a Waihopai in Nuova Zelanda, a Geraldton in Australia, a Hong Kong e a Morwenstow UK". Per altri interessanti ragguagli consiglio di vistare il sito web http://www.wif.net, dove vi sono, tra l’altro, ampi ed interessanti approfondimenti forniti dal super esperto di Signal e Business Intelligence ing. Giuseppe Muratori, Intelligence Head Master del W.I.F. (World Intelligence Foundation).

Il documento "Una valutazione delle tecnologie di controllo politico" continua spiegando che sono due i sistemi di sorveglianza: "Il Sistema UK/USA che comprende le attività di agenzie di intelligence militare come la NSA-CIA negli USA che incorpora GCHQ e M16 in UK, che operano congiuntamente un sistema conosciuto come ECHELON" l'altro è "il Sistema EU-FBI che concatena assieme varie agenzie di ordine pubblico come FBI, polizie di stato, dogane, immigrazione e sicurezza interna". Echelon opera sotto la giurisdizione del patto UK/USA, che ha una data di nascita, il 1947. UK/USA riunì Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e più recentemente Giappone, Corea e paesi NATO. Il progetto conosciuto come ECHELON si origina da questo patto segreto che all’inizio costituiva solo un formale accordo tra agenzie inglesi e americane COMINT (Communications Intelligence). Questo concordato era denominato BR/USA.

La ricercatrice freelance e giornalista investigativa Susan Bryce, ha scritto anche che: " UK/USA è un accordo ‘a gradini’, la NSA (National Security Agency) è chiamata ‘Primo Partito’… rispetto all’accordo UK/USA… si assume l’impegno di numerose operazioni clandestine. …fu allestita senza alcuna legislazione ufficiale, non c’è nulla, legalmente, che non possa fare. …la National Security Agency può essere descritta solo come il più grande di tutti i fratelli. Lanciata segretamente dall’Amministrazione Truman il 4 Novembre 1954, oggi la NSA controlla oltre 2.000 stazioni di intercettazione elettronica, dispone di un budget di oltre 10 miliardi di dollari l’anno ed impiega più di 130.000 persone in tutto il mondo, il che la rende anche più grande della CIA (Ball, 1980, p. 33)" (Nexus. New Times Magazine, Ottobre-Novembre 1995).

Il patto UK/USA nasconde altri segreti incredibili e decisamente inaccessibili. Il progetto ECHELON, in fondo, per quanto grave possa essere, è solo una delle emanazioni di UK/USA. Basti pensare che importantissime e strategiche basi Top Secret come Nurrungar, Menwith Hill, Pine Gap, ecc. e la stessa agenzia NSA sono coordinate direttamente secondo direttive UK/USA. C’è anche da dire che lo stesso segretissimo progetto di "Guerre Stellari" fu sotto la giurisdizione dell’accordo UK/USA. La General Electric e la Marconi, veri e propri leader nel settore, sono stati fornitori di alta e vitale tecnologia a diverse iniziative targate UK/USA. Attorno al progetto "Guerre Stellari", noto anche come Strategic Defense Initiative (SDI), si verificarono strane morti di scienziati. Incredibili suicidi iniziati nel 1982 e continuati sino al 1990. Gli scienziati coinvolti lavoravano per la General Electric Company di Londra ed erano insediati in due grandi ditte: la Plessey e la Marconi. Venticinque di questi sono deceduti in circostanze alquanto misteriose, molti di loro "suicidi" nel modo più strano e grottesco.



Un oceano di misteri, insomma, che si infittiscono sempre di più. Stranissime morti, sistemi di spionaggio satellitare e armi segrete e spaventose, congiure del silenzio e molto altro ancora sono la parte profonda dell’iceberg che affiora, solo impercettibilmente, da un mare di segreti. Invenzioni da apprendisti stregoni ci vengono tenute nascoste assieme ad altre micidiali scoperte. La ricercatrice Susan Bryce scrive, al riguardo, cose sconvolgenti. Ci informa di una riunione particolare e molto importante dove, tra l’altro, si discusse: "l’uso di infrasuoni per distruggere navi, tramite la creazione di campi acustici sul mare, e lo scagliare nel mare un grosso pezzo di roccia usando un economico dispositivo nucleare (il maremoto che ne risulterebbe potrebbe demolire la linea costiera di un paese). Altri maremoti potrebbero ottenersi detonando armi nucleari ai poli ghiacciati. Alluvioni controllate, uragani, terremoti e siccità indirizzate verso bersagli specifici e città, sono pure stati argomento di discussione. Ci sono speculazioni sul fatto che le basi statunitensi siano pesantemente implicate in ricerche concernenti molte di queste ‘nuove idee per la guerra’, come pure esperimenti con la griglia mondiale" (Nexus. New Times Magazine, cit.). Uno scenario da brivido insomma. Quali terribili e inconfessabili segreti cela il patto UK
/USA?

martedì 19 marzo 2019

Coscienza e Social Network



Una breve riflessione sul video che, da alcuni giorni, Facebook sta offrendo ai suoi utenti per festeggiare i 10 anni del social network.
Ho notato che alcuni amici hanno percepito una violazione della propria privacy guardando il video, che pure è automaticamente scaturito da quanto loro stessi hanno postato e mostrato di sé.
In effetti, a ben guardare, sottilmente qualcosa c'è di vero in questa sensazione, anche se, razionalmente, ha poco senso, visto che tutto il materiale che il video presenta è quello che noi stessi abbiamo reso disponibile pubblicamente.
Dov'è allora la coerenza tra quello che facciamo - abbiamo fatto - e quello che 'sentiamo'?
Il punto è che le foto, i link, i testi, li abbiamo inseriti noi - liberamente - senza un ordine o una gerarchia.
Abbiamo semplicemente espresso gioia, dolore, piacere, amicizia, accordo, in pensieri ed immagini, condividendo questi nostri sentimenti e pensieri con amici reali o virtuali.
Il video, invece, ci viene dall'esterno, da un algoritmo, da qualcosa di inanimato, meccanico, dunque.
L'algoritmo alla base del video non considera il valore intrinseco, personale, dei nostri pensieri o sentimenti, o la nostra affezione ad un'immagine piuttosto che a un'altra.
No, calcola solo quanti 'mi piace' ha ricevuto o quante volte è stata condivisa.
Dunque un criterio statistico, non vivente, morto.
Ecco che allora, nonostante che Facebook ci abbia fatto diventare tutti un po' esibizionisti e un po' guardoni, rinunciando alla nostra privacy, qualcosa in noi percepisce una nota stonata.
Qualcosa in questo video assomiglia a una 'violazione', ad una intromissione estranea.
Se seguiamo in profondità questo sentimento - magari appena abbozzato in noi - scopriamo che è proprio il fatto che il video sia stato prodotto da qualcosa di disanimato che ci offende, che ci fa sentire 'violati'.
Non è stato montato da un amico, da un essere animato e dotato di simpatia e comprensione, ma è il prodotto di una 'entità' dis-animata, fredda, ottusa nella sua elettronica intelligenza.
In qualche modo, temiamo oscuramente che questa 'entità' abbia preso possesso di una minima parte di noi.
E non siamo del tutto lontani dal vero.
Che fare dunque?
Lasciarlo realizzare o meno, postarlo o meno, non fa la differenza.
La differenza la fa essere coscienti di quello che facciamo - qualunque sia la nostra decisione - e sopratutto di ciò che sottilmente percepiamo come movente della nostra scelta.
La luce della coscienza illumina l'oscurità delle entità subumane - come quelle che agiscono negli ambiti elettrici, magnetici, atomici - permettendoci di tener loro testa.

giovedì 7 marzo 2019

Il dossier Echelon e la guerra segreta: La CIA controlla internet?

Quando sul Mondo del 20 e 27/3/98 apparve il dossier "Echelon" molte persone restarono sbigottite. Era infatti inimmaginabile quanto rivelato dal rapporto del Technological options assessment (Stoa), Direzione generale ricerca del Parlamento Europeo. Il documento, tra l’altro, affermava, scriveva il Mondo, che: "ogni fax, ogni messaggio di posta elettronica, criptato o meno, può essere intercettato, selezionato, decodificato e inserito in una potentissima banca dati computerizzata". Una sorta di rete di monitoraggio globale consentirebbe tutto ciò. Questa sarebbe gestita dagli USA che usufruisce dell’assistenza dell’Inghilterra, del Canada, dell’Australia e della Nuova Zelanda.
In poche parole, Echelon è un sistema di satelliti spia, basi a terra di intercettazione, computer sofisticatissimi e molto potenti. Scrive, in sostanza, il Mondo che: "La particolarità del sistema Echelon è che la sua rete… non è disegnata soltanto per permettere l’intercettazione di alcune particolari linee di trasmissione, bensì per intercettare indiscriminatamente quantitativi inimmaginabili di comunicazioni via qualsiasi mezzo o linea di trasmissione… A differenza di altri sistemi di spionaggio elettronico, Echelon è diretto principalmente contro bersagli civili… L’Italia e gli altri Paesi europei sono bersaglio costante di Echelon… L’anima del sistema Echelon è senza dubbio americana".
L’immensa mole di notizie, che viene intercettata finisce nel centro strategico di Menwith Hill (Gran Bretagna) che, successivamente, i dati ritenuti interessanti li dirotta al National Security Agency (NSA), il servizio segreto USA di spionaggio elettronico. Praticamente, se non lo si è ancora capito le nostre azioni quotidiane più banali come l’uso del telefono, di internet, il passaggio ai caselli autostradali, la spesa, ecc., tutto quello che normalmente si fa è registrato e conservato in un archivio di dati di computer, per un tempo che va da pochi giorni a degli anni. Spiati. Sì, spiati, perché è ormai impossibile non lasciare traccia di, quasi, qualsiasi cosa si faccia.
Una luce ancora più sinistra colora quanto si è detto se, scrive "Lo Stato" (28/4/98): "…ci si ricorda del Documento Farmer. Diffuso nel 1984 da La Lettre di de Villemarest, il documento scritto da Farmer, membro della ‘commissione quadrilaterale’ generata dalla Trilaterale nel 1981, conteneva, tra l’altro, il principio secondo cui il controllo delle comunicazioni dovesse non solo esistere ma essere gestito, facendo passare solo le informazioni che il governo ritenesse opportuno, poiché <>". Giova anche rammentare quanto il 17 Febbraio 1950, il banchiere James Warburg aveva affermato davanti alla Commissione Esteri del Senato: "Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale – o col consenso o con la forza".
C’è dell’altro che pochissimi sanno. Le libertà personali sono di fatto ristrette. Scrive Maurizio Blondet: "Il 28 Febbraio 1989 – naturalmente la stampa italiana non ne ha parlato – la Corte Suprema degli Usa ha riconosciuto alla polizia federale (Fbi) il ‘diritto’ di arrestare, violare il domicilio, e perquisire cittadini stranieri residenti all’estero. Ufficialmente, la nuova norma ha lo scopo di perseguire gli spacciatori di droga… Va, tuttavia, sottolineato che la polizia degli Stati Uniti ha adesso, ‘legalmente’, i poteri d’arbitrio che il Kgbesercitava di nascosto… Oggi, cittadini stranieri che si suppone abbiano violato la legge americana possono essere arrestati in qualunque parte del mondo, senza il consenso del Paese che li ospita…" ("Complotti. Stati Uniti, Gran Bretagna", Il Minotauro, Milano 1995).
Siete stupiti? Credete sul serio di vivere in libertà? Avete ancora fiducia in un Nuovo Ordine Mondiale? "Sono anni, scrive de Villemarest, che il Cfr (Council on Foreing Relations) ripete il concetto: <>" (da "Lo Stato", cit.). Il Council on Foreing Relations (CFR) ebbe origine nel 1921 e fu finanziato dalla famiglia Rockefeller, contava 650 personalità, scrive lo storico Robert Divine: "il Gotha del mondo degli affari americano". Dopo quanto detto finora, c’è dell’altro che è ancora più inquietante.
Sapere se risponde al vero la voce, di recente più volte ventilata, che Internet sia controllato dalla Cia. Sembrerebbe proprio di sì da quanto si legge su "Nexus. New Time" (n.4, Marzo-Aprile 1996). Riporto dalla rivista: "I media hanno recentemente riportato che la National Science Foundation ha ceduto la proprietà del nome registrato Internet alla Network, Solutions, Inc. (NSI) di Herndon, VA, USA. Essi hanno mancato di rilevare alcuni interessanti collegamenti. Web Review, una rivista bisettimanale online (vedere il servizio speciale presso http://gnn.com/wr/) ha rivelato il 26 Settembre 1995 che l’NSI è stata acquistata nel Maggio ’95 dalla Scientific Applications International Corporations (SAIC) di San Diego, CA".
La rivista prosegue facendo i nomi dei componenti il consiglio d’amministrazione della SAIC, tra i quali figurano: "…l’Ammiraglio Bobby Inman, ex capo della NSA (National Security Agency) e vice direttore della CIA; Melvin Laird, Segretario alla Difesa di Nixon; ed il generale in pensione Max Thurman… Altri membri del consiglio, recentemente allontanatisi, includono Robert Gates ex direttore della CIA; William Perry, attuale Segretario alla Difesa e John Deutch, l’attuale direttore della CIA". C’è poco da stare allegri.

martedì 5 marzo 2019

Cancro: un microchip lo smaschera da una goccia di sangue - di Sandro Iannaccone






Un laboratorio di analisi in punta di chip: il dispositivo consente di rilevare la presenza di cellule tumorali in modo rapido, veloce e poco invasivo analizzando poche gocce di sangue
È intelligente, miniaturizzato, economico, ipertecnologico e facile da costruire. E riesce a rilevare velocemente la presenza di cancro analizzando poche gocce di sangue, sfruttando il principio diagnostico della biopsia liquida. Caratteristiche che hanno valso al chip appena sviluppato dagli scienziati della University of Kansas (e di altri istituti di ricerca) l’invidiabile definizione di breakthrough, attributo che gli anglofoni riservano alle scoperte particolarmente dirompenti. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista Nature Biomedical Engineering.
Alla ricerca degli esosomi

Il chip, spiegano gli autori, funziona rilevando i cosiddetti esosomi, una sorta di “firma” del cancro, prodotti dalle cellule tumorali per stimolare la crescita del tumore stesso o delle sue metastasi. “Storicamente”, spiega Yong Zeng, primo autore dell’articolo e professore associato di fisica alla University of Kansas, “si pensava che gli esosomi fossero una sorta di ‘busta della spazzatura’ usata dalle cellule per sbarazzarsi di materiale biologico inutile. Negli ultimi decenni abbiamo scoperto che non è proprio così: gli esosomi sono utilizzati dalle cellule anche per interagire tra loro, comunicando informazioni molecolari importanti per la regolazione di diverse funzioni biologiche”. Un discorso che vale anche per il cancro: i tumori si servono degli esosomi per inviare molecole che rispecchiano le caratteristiche biologiche delle cellule sane. E, a quanto pare, lo fanno ancor più delle cellule sane.
Laboratorio in un chip

Il nuovo dispositivo è il frutto di tecniche di nanoingegnerizzazione 3D, grazie alle quali gli scienziati sono riusciti a depositare elementi biologici su un sostrato di silicio: i primi si legano agli esosomi e li “spingono” sulla superficie sensibile del chip in un processo detto “trasferimento di massa”. Che però ha complessità tecniche non indifferenti: “Diversi ricercatori hanno cercato in più occasioni di migliorare l’efficienza del trasferimento di massa a livello microscopico”, prosegue Zeng, “ma quando le particelle vengono spostate verso la superficie del sensore di solito si crea un piccolo interstizio di liquido che fa aumentare la resistenza idrodinamica, rendendo più difficile la rilevazione.

Per aggirare questo problema, abbiamo sviluppato una struttura tridimensionale dotata di nanopori in grado di drenare il liquido nell’interstizio e far sì che gli esosomi entrino in contatto con la superficie del chip, che può catturarli e riconoscerli. Immaginate di avere un lavandino pieno d’acqua con tante palline che galleggiano in superficie: l’unico modo per far sì che le palline entrino in contatto con il fondo del lavandino – che in questa analogia è la superficie del chip – è di drenare l’acqua”.
Cancro, ma non solo

Per sviluppare e testare il dispositivo, Zeng ha fatto squadra con Andrew Godwin, esperto di biomarker tumorali e direttore del Cancer Center alla University of Kansas. Gli scienziati hanno messo alla prova il chip su campioni di sangue prelevati da pazienti con cancro ovarico, scoprendo che effettivamente il dispositivo è in grado di rivelare la presenza del tumore analizzando pochissime gocce di plasma. Per di più, il chip è estremamente facile ed economico da produrre rispetto agli altri dispositivi attualmente in uso, il che potrebbe rappresentare un vantaggio notevole per medici e pazienti. Il prossimo obiettivo degli scienziati è di condurre test su altri tipi di tumore e altre malattie, tra cui – dicono – anche i disturbi neurodegenerativi.
Cancro: un microchip lo smaschera da una goccia di sangue

E-BOLA - TRAILER



Consulcesi Club presenta e-bola, il primo “film formazione” al mondo sull’epidemia che ha sconvolto l’Africa e il mondo intero. Un prodotto audiovisivo unico: un lungometraggio avvincente e drammatico realizzato in lingua inglese con la consulenza scientifica dei medici e delle strutture che hanno fronteggiato il virus. e-bola è uno strumento di aggiornamento professionale innovativo e indispensabile per i professionisti sanitari di tutto il pianeta. Il progetto formativo sarà presentato nel corso della Tavola rotonda “Progetto e-bola: la lezione di e-bola, formazione ed informazione per prevenire le pandemie” patrocinata dal Ministero della Salute alla presenza delle istituzioni italiane e internazionali intervenute sul tema e, come pregiati ospiti invitati gli ambasciatori dei Paesi africani coinvolti dall’emergenza e tutte le rappresentanze diplomatiche del mondo presenti in Italia. Il progetto è composto dal film e-bola e dalle pillole formative accreditate da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) l’ente pubblico di supporto al Ministero della Salute che si occupa di ECM (Educazione continua in medicina). Il film e le pillole dal 15 luglio saranno disponibili gratuitamente in streaming su www.ebola-movie.com. e-bola è un progetto per formare e informare tutti i cittadini di fronte alle pandemie emergenti.

Il Nuovo Ordine Mondiale e le sue strategie contro la Russia di Vladimir Putin


Pussy Riot, strategie mediatiche e Otpor: strane coincidenze globali dietro una comune regia?Quando Materialismo Marxista e Liberismo capitalistico diventano due distruttive armi di una Guerra comune  contro Dio e l'uomo.  Chi c'è dietro le rivolte popolari e le 
"Primavere Arabe" scoppiate nel mondo dal 1990 ad oggi?
Mosca, Londra, Washington, Roma, Damasco – Chi sono le Pussy Riot? Cosa rappresentano? Chi c'è dietro di loro? Sono domande che ci poniamo da qualche mese, ma alle quali abbiamo esitato a rispondere ufficialmente attraverso le pagine dell'Osservatorio "Qui Europa", perchè ci sembrava un qualcosa di non pertinente con l'oggetto del nostro giornale (l'analisi delle politiche europee dell'Ue e degli stati membri) e perchè viste le notizie profondamente dissonanti e spesso contraddittorie sull'argomento ci mancavano dei tasselli essenziali alla ricostruzione fedele ed imparziale del curioso puzzle. Ma alla fine ci siamo riusciti, e quel che ne è emerso non ha davvero nulla di rassicurante e democratico. Anzi!

Il fenomeno Pussy Riot
Le ragazze (sedicenti neo-attiviste dei diritti umani) munite di passamontagna fluorescenti, nel corso del 2012 hanno acquistato una fama mondiale inattesa e quantomeno curiosa, per essersi esibite in maniera dissacrante e blasfema lo scorso febbraio nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, inscenando una parodia liturgica ed una supplica pop alla Vergine Maria, contro Vladimir Putin. Le irriverenti ragazzine, poco più che ventenni, furono – come noto – tempestivamente arrestate e successivamente condannate a due anni di reclusione per "teppismo motivato da odio religioso". Nadia Tolokonnikova e Maria Alyokhina sono finite in due campi diversi. La terza condannata, Iekaterina Samutsevich, è stata rilasciata. "Dentro o fuori sei sempre sotto controllo – ha dichiarato nei giorni scorsi in una intervista – la Russia è una grande prigione". Ma di certo quel che accadde in quel freddo febbraio non fu qualcosa di casuale, né di spontaneo. E lo si comprende chiaramente unendo i pezzi di un puzzle grottesco e spaventoso, ma ben architettato dai profeti del "caos" e "dell'ordine mondiale" preconfezionato. Di sicuro l'interesse suscitato tra i media mondiali dall'accaduto è stato inusuale e clamoroso. Ne parlarono curiosamene tutti i TG e i media occidentali (gli stessi, per intenderci generalmente protesi alla censura di ciò che accade in Siria e Libia); nonché molte pop star del calibro diMadonna e Paul Macartney, che non esitarono a supportare la strana e blasfema forma di protesta delle Pussy Riot. Il “The Guardian” – giornale di punta britannico – in merito scrisse: “in Russia oggi, è peggio dell’era sovietica!” Ma stanno davvero così le cose? E' davvero tutto oro ciò che luccica ed emerge dalle sviolinate apparentemente neutrali – ed accorate – della stragrande maggioranza dei tabloid americani ed occidentali?

Espressione del comunismo radicale e amate dal lobbismo occidentale
Certo l'oggetto della controversia non ci è parso di primo acchito molto onorevole e degno di sostegno morale e/o ideologico. Vandalismo e blasfemia; profanazione della Cattedrale di Mosca e versi irrispettosi contro la religione, protesi ad attaccare il presidente Vladimir Putin (che di certo, intendiamoci, non è un santo!). Da qui la condanna a due anni di carcere e l'ascesa delle tre ragazzine: salutate dall'Occidente delle lobby mediatiche come vittime di un regime oppressivo ed oscurantista, una sorta di eroine post-moderne della libertà e della pace. Ma è davvero così? Chi sono davvero le Pussy Riot? Una cosa è certa, per la stessa irriguardosa performance in paesi occidentali come Usa e Regno Unito, le tre ragazzine sarebbero andate incontro a pene forse ancor più severe, rispetto ai due anni comminati dal tribunale russo. Ma scavando tra documenti vari attinenti alla – sia pur breve – vita artistica delle Pussy Riot, emerge l'immagine di un gruppo laicista ed ateo, per la precisione comunista radicale e diorientamento marxista, espressione del ramo estremista “Voina” (guerra) supportato non da gruppi dichiartamente comunisti – non solo – ma addirittura da alcune delle più note ONG occidentali, e dai loro media di riferimento. Si! Avete capito bene "Occidentali". Com'è possibile, dunque, questo anomalo e paradossale connubbio tra marxismo ateo e capitalismo liberale occidentale? Il mistero s'infittisce!

Irriverenti e blasfeme per copione
Ma non è finita! Nelle scorse settimane, Yoko Ono – la nota vedova di John Lennon – ha assegnato al contestato e nel contempo "acclamato" gruppo russo il premio per la pace "Lennonono". Qualcuno ai piani alti dei palazzi "mondiali" che contano, aveva avanzato anche la proposta di candidatura del blasfemo gruppo al femminile, addirittura per il "Premio Nobel". Ultimo paradosso poi – solo l'ultimo di una lunga serie di eccessi e stranezze - la mostra realizzata nei mesi scorsi in Russia, presso la Galleria Ghelman di Mosca, in onore delle tre ragazze: una mostra a dir poco blasfema con ad oggetto "icone" che le ritraevano con la stessa tecnica e gli stessi colori – olio su tela, nero e oro – utilizzati per la pittura sacra nella tradizione più classica della pittura ortodossa. “Un atto cinico di terrore contro la cultura russa” secondo l’archimandrita Tikhon Shevkunov, segretario del Consiglio Patriarcale per la Cultura. Già! Perchè, per chi si intende anche un briciolo di arte sacra (come me) non può sfuggire il fatto che le icone nella tradizione russa siano considerate una sorta di "preghiera vivente", tanto che spesso neppure l'autore osa porvi la propria firma, per non alterarne il senso ed il messaggio altissimo e trascendentale espresso dall'opera. Ma perchè dunque tali e tanti atti irriverenti verso la religione, così spavaldamente ostentati e spacciati come atti di "progresso" e "pacifismo"? Qualcosa non torna! In effetti è curioso notare come le Pussy Riot si siano unite recentemente anche al gruppo "Femen" (note alla cronaca per aver protestato nei vari G20 a seno scoperto); abbiano deciso di appoggiare gruppi come “Marcia delle Troie” e le stesse mega-parate gay andate "in scena" qua e là per il pianeta. Operazioni di costume e protesta assolutamente "non censurate" dal sistema mediatico occidentale, ma anzi enfatizzate e promosse in maniera gratuita e tutt'altro che anonima. Manifestazioni ben finanziate e supportate anche da molte ONG occidentali, malgrado importassero forme di protesta estrema incentrate sul femminismo radicale, sul marxismo, sul materialismo ateo e culturale e sulladistruzione di tutti i valori religiosi e familiari tradizionali. Ma perchè appoggiare questo attacco alla religione ed alla famiglia? Cosa c'entra con la pace, la libertà e la civiltà? E perchè – soprattutto – i media occidentali (di regime) non hanno mosso un dito – dimostrando altrettanto interesse – per difendere l'autonomia e la libertà di personaggi come Julian Assange e di Wikileaks e la sua lodevole battaglia per la libertà di espressione. Un Assange, curiosamente difeso e posto sotto tutela solo da Mosca, ed osteggiato (guardacaso) da Londra e Washington, che ne chiedevano invece la testa, perchè depositario di scomode verità e reo di aver aperto il celeberrimo "Vaso di Pandora".

Perestroika – Un miracolo al contrario
Una cosa è certa, questi fenomeni s'intrecciano indissolubilmente con l'evoluzione della storia contemporanea della Russia. Putin, inutile nasconderlo – malgrado la disinformazione mediatica occidentale – ha ereditato un Paese in rovina, indebolito e sfasciato dal liberismo economico e dall'iperliberismo importato dalle politiche di Michael Gorbaciov e dalla sua sedicente "miracolistica" Perestroika (stile "Ricetta Monti" per l'Italia, per comprenderci). Un Gorbaciov oggi poco amato – per non dire odiato – dai Russi. La sua – al netto della propaganda mediatica Occidentale – fu una sorta di vecchia "Rivoluzione Araba" spiccatamente mondialista (nel senso più deleterio del termine) che ha finito per regalare il grande Paese – di Dostoevskij , Tolstoj, Chajkovskij e Rachmaninov – nelle grinfie dei grandi potentati economici mondiali e delle lobby, a danno delle Pmi e del welfare state, progressivamente ed inesorabilmente indebolito e devastato. Non ci stupisce, in tal senso, come nella "ricca" Russia di oggi, in realtà – anche se i media occidentali, in gran parte plagiati dalle menzogne del miracolo liberista, non lo riconoscono – la speranza di vita sia paragonabile a quella di alcuni paesi africani del terzo mondo. Per contro il liberismo economico, il processo di occidentalizzazione e le privatizzazioni intraprese con la "Perestroika", hanno finito per spostare l'80-90% della ricchezza nelle mani di una mera élite di imprenditori lberisti. Tra le grandi vittime di questo tsunami culturale, sicuramente la stessa cultura russa – da sempre tra i tesori più nobili e preziosi del Paese – colpita al cuore da decenni di tagli finanziari e violenze ideologiche.

Marxismo ateo e capitalismo liberista – Due grandi alleati
Prova di ciò è il fatto che la Russia (probabilmente il Paese più ricco del mondo, con le maggiori riserve di minerali, di gas e petrolio; un tempo terra di poeti, scrittori, musicisti, economisti, geni, scenziati e nobel) produca oggi meno del 1,7% di tutta la ricerca scientifica mondiale. La povertà in compenso dilaga: come del resto la denatalità. Un Paese messo in ginocchio dal miracolo al contrario chiamato "Perestroika", ed osannato dalla stragrande maggioranza dei media occidentali di regime. E solo oa, alla luce di qeste analisi, forse capiamo il perchè! Un disegno mondialista che parte dalla Guerra Fredda, e da quello strano rapporto di amore e odio di due ambigui personaggi chiamati Ronald Reagan e Michael Gorbaciov. E questoVladimir Putin – che pur un angelo non è – sembra averlo capito più che bene, nel suo estremo ed osteggiato tentativo di salvare il Paese da ulteriori saccheggi iper-liberisti e – nel comtempo – dagli stessi privilegi della burocrazia di Stato. Emblema di questa "sorta di guerra culturale apparente" di carattere mondialista – tra due forme di ateismo molto assolutizzanti, quali marxismo materialista e liberismo capitalistico, apparentemente contrapposte, ma in fondo due facce della stessa medaglia – è la loro lotta comune contro i valori cristiani, lasacralità dell'uomo come creatura di Dio e la famiglia.

La "Rivoluzione Siriana" – Un'emblematica cartina tornasole
Da qui si spiega l'avvicinamento dello stesso Vladimir Putin alla Chiesa ortodossa ed i suoi crescenti consensi tra il popolo russo: ormai disilluso dai retaggi del passato di un'evanescente e distruttiva "Perestroika". In tal senso il caso "Siriano" – ed il tentativo di contrastare l'imperialismo Nato-Usa (e il collaborazionismo ONU) in Siria – può essere letto come una interessante ed emblematica cartina tornasole della situazione sopra illustrata. E ciò mentre – ironia della sorte – il marxismo materialistico (che per oltre un secolo ha contraddistino l'identità dello stato burocratico russo) oggi sembra essersi trasformato in un'arma sfruttata dall’elite mondiaslista e liberista occidentale contro la stessa Russia, per destabilizzare il Paese e quanti si oppongono all'insano disegno per il controllo della Terra, chiamato "Nuovo Ordine Mondiale". Fenomeno che si serve di opinion leader, stelle pop/rock e organizzazioni ONG: "angeli" vestiti di luce e falsi profeti capaci di attrarre larghi consensi, ed espressione di un becero modernismo laico e laicizzante, che mina sottilmente valori alti quali la sacralità dell'individuo, la famiglia e la religione, spacciando le loro "rivolte indotte e pilotate" come "salvifiche rivoluzioni democratiche nascenti dal basso".



NWO e ruolo di Otpor
E la cosiddetta "Rivoluzione Araba" ne è l'esempio più tangibile ed eloquente. Il tutto dietro l'uso metodico di nuovi simboli e strategie di comunicazione (marketing della sommossa) avallati stranamente ed in tempi non sospetti (con chiare dichiarazioni stampa) da uomini come Soros e Draghi (?) ed incarnati in movimenti come gli stessi "Indignados" e "Occupy Wall Street". Curiosi fenomeni e "coincidenze" che possiamo riscontrare attraverso l'analisi dei movimenti dell'organizzazione Otpor: una sorta di associazione cui simbolo distintivo è unpugno chiuso (lo stesso presente in almeno una dozzina di sommosse – tutte quelle nate dagli anni Novanta ad oggi – e lo stesso "curiosamente" esibito in più occasioni dalle stesse Pussy Riot – vedi foto in alto) che avrebbe come scopo la fomentazione di rivolte mediante proteste ed insurrezioni popolari. Esisterebbe, in tal senso (come prova, vedi il video in allegato) una vera e propria "revolution training school" protesa alla pianificazione strategica delle sommosse popolari. In particolare, dopo la caduta di Milosevic, in Serbia, il pugno chiuso di Otpor divenne un simbolo conosciuto in tutto il mondo, ed usato perfino sul sito ufficiale di "Occupy Wall Street". Dall'Iran alla "Rivoluzione Arancione" in Ucraina; dalla "Rivoluzione delle Rose" in Georgia alla "Rivoluzione dei Tulipani" in Kirghizistan; dalla "Rivoluzione dei Jeans" in Bielorussia alla già citata "Rivoluzione Araba" in Medioriente. Tutte sommosse che hanno presentato il medesimo super-sponsor occidentale, gli Stati Uniti d'America.

Il destino incrociato di Russia e Siria
La cosiddetta “Primavera Araba”, in tal ottica ed in Paesi come la Libia e l'Egitto, è stata finora (e come dimostrato in centinaia di articoli dal nostro Osservatorio Indipendente) il miglior risultato raggiunto da questa strategia. Piccoli gruppi finanziati dalle elite diffondono il dissenso nella società, orientandone gli effetti verso i propri obiettivi. Nei paesi islamici, ciò ha determinato che i Fratelli Musulmani (gruppi integralisti e mondialisti a sfondo massonico) contribuissero al disegno egemonico del "Nuovo Ordine Mondiale". Ora l’elite sta cercando di applicare la stessa strategia con la Siria e la Russia. In tal senso gruppi come quello delle Pussy Riot, si dimostrano come piccole ma paradossalmente potenti pedine all'interno di un oscuro scacchiere ed al servizio di un oscuro maestro di strategia. D'altra partre, infatti, non va scordata l'eloquente dichiarazione di David Rockefeller del 1991: "Il mondo – auspicò il ricco e potente banchiere – è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una élite di intellettuali e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all'autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati".

Semplici come colombe ed astuti come serpenti
Ben venga allora il malcontento verso la finanza malata e corrotta che sta devastando il mondo; ben venga la protesta contro le lobby bancarie e l'Unione europea che oggi le spalleggia spudoratamente e consapevolmente; ben venga la voglia di cambiamento, ma che si traduca in proposte concrete e di pace, orientate sempre all'amore per il prossimo ed al rispetto della vita umana, nel rispetto dei valori cristiani e della vita. Ben venga la voglia di riconquista della nostrasovranità monetaria e finanziaria, rubataci con l'inganno ed attraverso leggi inique dalle spinte liberiste fomentate da tali oscuri "maestri" con la complicità di politicanti asserviti a questo sporco gioco. Ma che siano desideri ed auspici che possano passare sempre attraverso il buon senso; il pubblico dissenso e la dura e motivata protesta, ma il dialogo. Non diventiamo complici inconsapevoli e stupidi dei nostri stessi carnefici. Un esempio? Chiediamoci come mai molti dei pullman atti a trasportare i manifestanti della protesta dell'11 Novembre 2011 a Roma (che scoppiò cioè due giorni prima dell'avvento in Italia del golpe della banda Monti) furono messi a disposizione in centinaia da sconosciuti personaggi ed in maniera stranamente gratuita. Apriamo gli occhi e siamo vigili. Non cediamo alle lusinghe ed alle bugie di falsi profeti; e soprattutto difendiamo in ogni sede i nostri valori più sacri, celesti e trascendentali. Non dimentichiamoci, nel nome di un dissacrante e vuoto modernismo, la profondità ed il valore delle nostre radici cristiane – il tesoro più prezioso da custodire e difendere – e diffidiamo dai facili entusiasmi sorretti dal vuoto e dal nulla e da quei movimenti di massa fomentati solo dall'odio e privi di umanesimo e trascendentalità. Riscopriamo assieme i valori più profondi ed incommensurabili del Vangelo di Cristo, e ridiamo centralità all'uomo ed alle sue prerogative. Ma facciamolo con la semplicità delle colombe e vigilando con furbizia, evitando di aboccare ai subdoli e distruttivi messaggi ed agli inganni dei falsi profeti che infestano il mondo ed ai loro "facili entusiasmi".

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